Otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale anno 2019

ENTE PROPONENTE:   Presidenza Consiglio dei Ministri

SCADENZA : 30 Settembre 2019

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

Possono presentare domanda, le pubbliche amministrazioni, le persone giuridiche e gli enti pubblici e privati. I soggetti richiedenti, diversi dalle pubbliche amministrazioni, possono accedere alla ripartizione della quota solo se in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento delle imposte, delle tasse e delle assicurazioni sociali, nonché, nei casi previsti dalla legge, all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro;
  • non essere incorsi nella revoca, totale o parziale, di conferimenti di quote dell’otto per mille, di cui all’articolo 8-bis, negli ultimi cinque anni;
  • agire in base a uno statuto che comprenda tra le finalità istituzionali anche interventi delle tipologie ammesse
  • essere costituiti ed effettivamente operanti da almeno tre anni;
  • non essere stati dichiarati falliti o insolventi, salva la riabilitazione;
  • avere individuato un responsabile tecnico della gestione dell’intervento in possesso dei titoli di studio e professionali necessari per l’esecuzione dell’intervento;
  • avere le capacità finanziarie di cui alla dichiarazione rilasciata da Istituto bancario;
  • non avere riportato condanna, ancorché non definitiva, o l’applicazione di pena concordata per delitti non colposi, salva la riabilitazione.

OBIETTIVI E ATTIVITÀ

Per l’anno 2019 sono ammessi alla ripartizione della quota dell’otto per mille a diretta gestione statale gli interventi straordinari per le seguenti categorie:

  • Fame nel mondo
  • Calamità naturali
  • Assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati
  • Conservazione di beni culturali

N.B. Fino al 2026 le domande inerenti la conservazione dei beni culturali sono destinate agli interventi di ricostruzione e di restauro dei beni culturali danneggiati o distrutti a seguito degli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016.




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Bando  ''#Conciliamo''

ENTE PROPONENTE:   Dipartimento per le politiche della famiglia

SCADENZA : 15 Ottobre 2019

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

Possono presentare domanda di finanziamento:

  1.  le imprese, ai sensi dell’articolo 2082 c.c., e le società cooperative, ai sensi dell’articolo 2511 c.c., aventi almeno 50 lavoratori e lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato nelle sedi legali presenti sul territorio nazionale.
  2. i consorzi e i gruppi di impresa purché tutti i partecipanti al soggetto collettivo siano soggetti finanziabili ai sensi dell’articolo 3, comma 2, ed il capofila dei consorzi e dei gruppi di imprese abbia almeno 50 dipendenti a tempo indeterminato, ai sensi dell’articolo 3, comma 1


ENTITÀ DEL CONTRIBUTO 

La dotazione finanziaria del presente Avviso è pari ad euro 74.000.000,00.

La richiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettuale deve essere compresa tra un minimo di euro 500.000,00 (cinquecentomila/00) e un massimo di euro 1.500.000,00 (unmilionecinquecentomila/00).


OBIETTIVI E ATTIVITÀ

 “#Conciliamo” è la misura del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri volta a sostenere la realizzazione di progetti di welfare aziendale, che consentano ai datori di lavoro di sviluppare azioni in favore dei propri lavoratori venendo incontro ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie. Con il presente Avviso si intende favorire la realizzazione di interventi posti in essere nel contesto dell’ambiente di lavoro, volti a promuovere un welfare su misura e incentivare lo sviluppo di progetti capaci di risolvere problemi e priorità comuni e ad impattare positivamente sulla qualità della vita dei lavoratori e delle lavoratrici e quindi sulla produttività delle imprese.

Le proposte progettuali devono prevedere azioni, nel contesto dell’ambiente di lavoro e nella relativa organizzazione, che affrontino una o più delle seguenti sfide sociali riguardanti il rapporto tra la famiglia e l’attività lavorativa:

  1. crescita della natalità;
  2. riequilibrio tra i carichi di cura tra uomini e donne;
  3. incremento dell’occupazione femminile;
  4. contrasto dell’abbandono degli anziani;
  5. supporto della famiglia in presenza di componenti disabili;
  6. tutela della salute.


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Bando Ricucire i Sogni -  Iniziativa a favore di minori vittime di maltrattamento

ENTE PROPONENTE:   Fondazione Con i Bambini

SCADENZA : 15 Novembre 2019

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

Possono presentare progetti gli enti del Terzo Settore cui si applicano le disposizioni contenute nel Codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017) che:
  • abbiano una consolidata esperienza nell’ambito di intervento previsto dal presente Bando, 
  • non abbiano mai svolto attività in contrasto con le finalità del Fondo, 
  • costituiti da almeno cinque anni in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata; 
  • abbiano la sede legale e/o operativa nell’area territoriale di intervento 
I progetti devono essere presentati da un partenariato di almeno 3 soggetti.
I partner possono essere, oltre che Enti del Terzo Settore o della scuola, appartenenti ai sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, delle istituzioni, dell’università, della ricerca e al mondo delle imprese.

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO 

Per questa call è stato stanziato un budget complessivo di 15 milioni di Euro, di cui: 

  •  5.478.196 Euro per le Regioni del Nord (Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto, Valle d'Aosta);
  • 2.404.393 Euro per le Regioni del Centro (Abruzzo, Lazio, Marche, Molise, Toscana, Umbria) 
  • 7.117.441 Euro per le regioni del Sud e delle Isole (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicialia)

OBIETTIVI E ATTIVITÀ
È importante prevedere la diffusione di una cultura e di una sensibilità rinnovata su questa tematica. Con il presente Bando, l’Impresa sociale vuole quindi stimolare la presentazione di proposte che favoriscano la prevenzione, la cura e il contrasto del maltrattamento dei bambini e degli adolescenti, di età compresa tra 0 e 17 anni. Si ritiene fondamentale, in particolare, investire nella «prevenzione» che, se declinata in tutti i suoi aspetti, può contribuire nel lungo periodo a ridurre ogni forma di violenza nei confronti dei minori e non soltanto a «riparare» i suoi danni.
Le proposte presentate dovranno mirare a:
a) potenziare i servizi di protezione e cura dei minori già esistenti; o, alternativamente,
b) realizzare ex novo servizi di protezione e cura. Tali servizi dovranno fornire prestazioni integrate e multidisciplinari di valutazione, supporto e cura dei bambini in situazione di grave rischio o vittime di maltrattamento e delle relative famiglie, in un’ottica di cooperazione inter-istituzionale, con i servizi sociali e sanitari del territorio, con l’autorità giudiziaria competente, con le istituzioni scolastiche ed educative e con i rappresentanti degli interessi del minore, come definiti dalle disposizioni vigenti, avvalendosi delle risorse pubbliche e private del territorio.
I servizi potranno essere organizzati e gestiti sulla base di accordi fra enti pubblici e del terzo settore con competenze specifiche, consolidate e comprovate in materia di protezione e di cura dei bambini maltrattati.

Dovranno, a tal fine, essere previste azioni di:
  • Supporto alla genitorialità, a livello di sostegno individuale e collettivo. 
  • Integrazione dei piani terapeutico e pedagogico a favore di minori e di famiglie in cui si ravvisi la presenza di un rischio di maltrattamento per il minore o si siano già registrati episodi di violenza. 
  • Formazione di professionisti sul tema del maltrattamento (capacity building) rivolta a docenti, operatori sociali, pediatri, medici, forze dell’ordine, professionisti legali. 
  • Rafforzamento della comunità educante, anche in un’ottica di creazione di un network che sensibilizzi l’opinione pubblica e la classe politica sul tema della violenza sui minori e/o di promozione di forme di affidamento familiare, esteso anche all’intero nucleo familiare o ispirate a flessibilità oraria e organizzativa, con campagne di formazione e di informazione per le famiglie.

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Bando biblioteche e comunità

ENTE PROPONENTE:   Fondazione con il SUD

SCADENZA : 23 Settembre 2019

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

Il bando presuppone la creazione di partnership i tra almeno tre o più soggetti (“soggetti della partnership”) che vedano coinvolte:

  1. un’organizzazione del terzo settore senza scopo di lucro costituita in una delle seguenti forme: 
    • fondazione; 
    • ente ecclesiastico; 
    • associazione (riconosciuta o non riconosciuta); 
    • cooperativa sociale o consorzio; 
    • impresa sociale (nelle diverse forme previste dalla L. 106/2016); 
  2. una o più biblioteche comunali di città aventi la qualifica di “Città che legge 2018-2019” di regioni del sud Italia (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia); le biblioteche coinvolte possono anche appartenere a diversi comuni, di cui però almeno uno in possesso della qualifica; 
  3. almeno un altro soggetto che potrà appartenere, oltre che al mondo del volontariato e del terzo settore, a quello della scuola, delle istituzioni, dell’università, della ricerca e al mondo delle imprese (per esempio librerie, case editrici, etc.). 

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

Il finanziamento ammissibile ammonta ad un massimo di € 100.000,00 per ciascun progetto di durata pari a 24 mesi

OBIETTIVI E ATTIVITÀ
Il bando intende promuovere e valorizzare il ruolo delle biblioteche comunali come luogo di incontro e strumento di coesione sociale, avviando processi che consentano:

  • l’incremento e il miglioramento dell’accesso agli spazi (extra-orario, serale, nel fine settimana), al patrimonio bibliotecario (letterario, audiovisivo, musicale, multimediale, ICT, etc.) e ai servizi di supporto alla lettura e allo studio; 
  • il coinvolgimento dei soggetti tradizionalmente esclusi dalla fruizione e produzione culturale nelle istituzioni bibliotecarie, prevedendo strumenti e modalità innovative di partecipazione; 
  • la diffusione di una concezione delle istituzioni bibliotecarie come luoghi di confronto culturale da parte di gruppi e soggetti diversi, così da offrire occasioni di incontro per la comunità locale.


Intraprendere nel Sociale

ENTE PROPONENTE:   Fondazione Cattolica Assicurazioni

SCADENZA : NON CI SONO SCADENZE

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

Possono presentare domanda Associazioni ed Enti privati non profit


ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

Le risorse stanziate ammontano a 2.000.000 di euro. Il contributo massimo per progetto sarà di 40.000 euro e non potrà superare il 50% dei costi complessivi.

OBIETTIVI E ATTIVITÀ

Fondazione Cattolica Assicurazioni per adempiere al proprio mandato è alla ricerca di idee progettuali che rispondano in modo nuovo, efficace e sostenibile ai bisogni sociali che riguardano: Anziani, Disabilità, Famiglia, Nuove Povertà.

L’idea progettuale va presentata attraverso il modulo disponibile online 
Saranno prese in considerazione le proposte che prevedono l’avvio in Italia di attività in grado di sostenersi autonomamente nel tempo una volta superata la fase di start up e che non prevedano, se non per importi limitati, interventi su immobili ed attrezzature.

Le proposte verranno selezionate in base a:
• Impatto sul territorio
• Numero di persone inserite al lavoro
• Numero di nuovi volontari coinvolti
• Numero di beneficiari diretti ed indiretti
• Supporto offerto dalla comunità locale e da altri enti, sia profit che non profit
• Elementi innovativi e generativi nell’approccio al bisogno sociale
• Massimizzazione efficacia rispetto al costo

Avranno priorità le proposte:
• provenienti dalle aree di maggior radicamento di Cattolica Assicurazioni
• che raggiungano l’autosufficienza economica nel tempo più breve



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Avviso per la selezione di progetti sperimentali di INNOVAZIONE SOCIALE

ENTE PROPONENTE:   Presidenza del Consiglio dei Ministri

SCADENZA : Le domande devono pervenire a partire dal 15 giugno 2019 e fino al termine massimo del 31 maggio 2020, compatibilmente con la disponibilità delle risorse finanziarie.

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

I soggetti beneficiari del Programma sono i comuni capoluogo e le città metropolitane. Le proposte progettuali possono essere presentate soltanto dai soggetti beneficiari che sono responsabili della realizzazione dell’intero progetto e della relativa rendicontazione. I soggetti beneficiari non possono presentare, a pena di esclusione, più di un progetto a valere sul presente Avviso in qualità di proponenti.

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

L’ammontare totale delle risorse destinate agli interventi di cui al presente avviso è di € 21.250.000,00.

Le risorse destinate a finanziare progetti sperimentali nell’ambito dell’intervento I non possono superare l’importo di euro 150.000,00 ciascuno, fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione per il medesimo Intervento I per un totale ammontante a € 3.150.000,00. 

Le risorse destinate a finanziare progetti sperimentali nell’ambito dell’intervento II non possono superare l’importo di euro 450.000,00 ciascuno, fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione per il medesimo Intervento II per un totale ammontante a € 8.100.000,00. 

Le risorse destinate a finanziare progetti sperimentali nell’ambito dell’intervento III non possono superare l’importo di euro 1.000.000,00 ciascuno, fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione per il medesimo Intervento III per un totale ammontante a € 10.000.000,00 (diecimilioni/00).


OBIETTIVI E ATTIVITÀ
Il Fondo finanzia, in successione, gli interventi di seguito specificati.
  1. Intervento I - Studio di fattibilità e pianificazione esecutiva: realizzazione di uno studio di fattibilità, comprensivo di un piano esecutivo, di un’idea progettuale di innovazione sociale. Lo studio di fattibilità deve contenere un’analisi accurata del bisogno sociale su cui si intende intervenire, una comparazione su scala nazionale e internazionale delle migliori esperienze per generare risposte di innovazione sociale al bisogno individuato, gli indicatori attraverso cui misurare e valutare i risultati conseguibili, un modello di misurazione e valutazione dell’impatto sociale, il piano esecutivo per l’implementazione dell’intervento II. 
  2. Intervento II– Sperimentazione: realizzazione della sperimentazione dell’idea progettuale di innovazione sociale, in linea con lo studio di fattibilità e con il piano esecutivo di cui all’intervento precedente. La sperimentazione è finalizzata ad una verifica empirica dell’efficacia dell’idea progettuale, nonché della sostenibilità e replicabilità della soluzione di innovazione sociale individuata attraverso lo studio di fattibilità, tramite l’utilizzo dei relativi indicatori per misurare e valutare i risultati conseguiti nell’ambito del modello di misurazione e valutazione dell’impatto sociale previsto. 
  3. Intervento III – Sistematizzazione: consolidamento della sperimentazione. La sistematizzazione consiste nella prosecuzione ed estensione della sperimentazione di cui all’intervento precedente attraverso l’utilizzo di strumenti di finanza d’impatto sociale che consentano al soggetto beneficiario/proponente di replicare in contesti diversi e/o più ampi gli interventi per i quali è stata condotta la sperimentazione al fine dell’implementazione e dell’incorporazione degli stessi nelle politiche pubbliche locali.
AREE DI INTERVENTO
I progetti devono presentare un insieme coordinato di attività dirette al miglioramento della qualità dei servizi e del benessere dei cittadini per la realizzazione di interventi che possono coinvolgere più politiche pubbliche nelle seguenti aree indicate dall’articolo 3 del d.P.C.M.:
  1. Inclusione sociale da intendersi come attività finalizzate al miglioramento delle condizioni di inclusione sociale dei gruppi svantaggiati o vulnerabili quali, ad esempio, protezione e recupero di donne vittime di violenza, interventi a favore dei giovani, campi estivi per minori, integrazione delle persone con disabilità, rientro nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati; 
  2. Animazione culturale da intendersi come attività volte a favorire la produzione e/o la fruizione di iniziative in ambito culturale e/o formativo, che coinvolgano individui, piccoli gruppi e comunità, anche relativamente a vecchi e nuovi saperi, con particolare attenzione al recupero delle periferie urbane; 
  3. Lotta alla dispersione scolastica da intendersi come attività mirate alla prevenzione e contrasto di situazioni che determinano l’evasione dell’obbligo scolastico, gli abbandoni prima della conclusione del ciclo formativo, le ripetenze, le frequenze irregolari e i ritardi rispetto all’età scolare.

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